Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta abbastanza precisa: la risata è una risposta neurologica a stimoli incongruenti, ovvero situazioni in cui le nostre aspettative vengono sovvertite in modo inatteso. Il cervello percepisce una “rottura logica” e reagisce con il riso. Non siamo soli in questo: anche i ratti, gli scimpanzé e persino i cani producono suoni simili alla risata durante il gioco. Certo, nessuno di loro ha mai apprezzato una barzelletta sul cameriere, ma il principio è lo stesso.
Nella storia, l’umorismo ha assunto forme molto diverse. Gli Antichi Romani, ad esempio, erano ghiotti di barzellette sui stupidi (il “Philogelos”, raccolta greca del IV secolo d.C., ne è piena), sulle mogli, sui medici incapaci e sui barbieri chiacchieroni. Insomma, alcuni stereotipi hanno una resistenza notevole al passare dei secoli. Nel Medioevo ridere era quasi peccato; nel Rinascimento tornò di moda con il teatro comico. Oggi l’ironia è ovunque, anche — e soprattutto — nelle barzellette sugli animali.
La barzelletta: il leone a tavola
Un leone e una lepre si siedono al tavolino di un ristorante. Il cameriere si avvicina e si rivolge alla lepre:
«Buongiorno, cosa desidera?»
«Allora… io vorrei delle fettuccine ai funghi porcini e, per secondo, dell’insalata scondita.»
«Benissimo» risponde il cameriere. «E per il suo amico?»
«Niente!» rugge il leone.
«Come, niente? Non ha fame?»
«Le pare che se avesse avuto fame adesso saremmo in due al ristorante???»
Perché fa ridere
Il meccanismo comico qui è un classico esempio di umorismo nero con finale a sorpresa. Per tutta la barzelletta diamo per scontato che leone e lepre stiano vivendo una situazione normale e conviviale — due amici al ristorante. Il cervello abbassa la guardia.
Poi arriva la battuta finale, che ribalta tutto: il leone non ha fame adesso, ma questo implica chiaramente che, in caso contrario, la lepre non sarebbe sopravvissuta per raccontarlo. La comicità nasce proprio da questo scarto tra la normalità apparente della scena e la brutalità della logica predatoria, espressa con la freddezza di chi sta semplicemente spiegando una cosa ovvia.
- Il colpo di scena finale è il cuore di tutto.
- Il cameriere — e noi con lui — aveva completamente ignorato la natura dei protagonisti.
- Il leone non minaccia: constata. Ed è questo il dettaglio che fa davvero ridere.
