Novità in casa Agnelli, John Elkann, infatti, ha deciso di cedere alcuni marchi del portafoglio di famiglia.
Qualcosa si muove in casa Elkann e non certo nelle ultime ore, ma da molto tempo. Il nipote dell’Avvocato, infatti, ha deciso di modificare il proprio business abbandonando alcune componenti che hanno fatto decisamente rumore. Dopo aver formalizzato la cessione di Iveco Defence a Leonardo, che arriva dopo l’acquisizione da parte di Tata Motors di Iveco, questa volta è toccato ad un nuovo settore fare i bagagli e lasciare la famiglia Agnelli: l’editoria.

La Stampa e Gedi, infatti, sono stati ceduti, senza non poche polemiche, al Gruppo Sae e Antenna. John Elkann, in un’intervista rilasciata ad Ansa ha fatto sapere di aver portato avanti tali operazioni per garantire indipendenza e stabilità a queste aziende. Il percorso intrapreso qualche anno fa, infatti, ha incontrato degli ostacoli lungo il cammino, spingendo di fatto Elkann a cedere questi colossi dell’editoria italiana, che negli ultimi anni hanno fatto registrare numeri altalenanti.
John Elkann spiega i motivi della cessione
Il nipote dell’Avvocato in ogni caso assicura che in questi anni ha sempre guardato “agli interessi dell’Italia”. Negli ultimi anni, infatti, spesso John è stato accusato di aver ceduto aziende nostrane ad imprenditori esteri e la paura in questo caso è sempre la stessa da parte dei lavoratori: ovvero uno spostamento delle attività in altri Paesi con licenziamenti di massa per i nostri connazionali.
Questo passaggio porta la famiglia Agnelli fuori dall’editoria dopo una storia che ha oltre 100 anni e lo stesso John non ha negato un certo dispiacere per questo: “Io credo nella professione giornalistica e nel ruolo fondamentale che ricopre per la società. Abbiamo fatto delle scelte precise per garantire a La Stampa e al gruppo Gedi un futuro libero. L’Italia ha bisogno di giornali liberi. Questo stesso ragionamento è stato posto anche quando abbiamo agevolato la cessione del Corriere della Sera, che la mia famiglia aveva salvato 3 volte nella sua storia. Oggi se il Corriere festeggia 150 anni con i conti in ordine lo si deve anche al nostro impegno”.
Per il momento tra i core business (non è certo l’unico) di casa Agnelli restano le auto. Anche lì però sono state fatte alcune mosse da parte di John per salvaguardare determinati marchi. Ad esempio, nella fusione tra FCA e PSA che ha portato alla creazione di Stellantis è stata tenuta fuori da ogni discorso Ferrari. La Casa di Maranello, infatti, è stata scorporata da FIAT così da tenere una propria indipendenza. D’altronde parliamo di uno dei marchi più di valore al mondo e Elkann non poteva di certo permettersi di farla rientrare in altre situazioni. Per quanto concerne gli altri marchi, per il momento non si parla di cessioni o chiusure, ma è chiaro che nei prossimi anni qualcosa potrebbe cambiare anche lì. Alcuni brand come DS, Alfa Romeo e Lancia ad esempio, se non alzeranno il proprio volume di vendite potrebbero rischiare un clamoroso “spegnimento” delle attività.