La follia dell’Alfa Romeo che nessuno ricorda: 800 cavalli su una barca con motori da F1

L’Alfa Romeo vanta una storia da corsa gloriosa, che ha condotto a risultati di alto livello in diverse categorie. Nessuno, tuttavia, si aspettava di trovarsi al cospetto di un gommone da corsa del Biscione da 800 cavalli.

La storia dell’Alfa Romeo è contraddistinta da grandi successi, tanto nel mondo del motorsport quanto sul fronte commerciale. La casa del Biscione, al giorno d’oggi, ha del tutto abbandonato le gare automobilistiche, un vero peccato visto il glorioso passato del marchio. Tuttavia, è bene ricordare anche una creatura che non ha particolari legami con la terraferma, è che è recentemente tornata alla ribalta essendo stata mostrata in un evento in Francia.

In particolare, ci stiamo riferendo al Motor Passion di Avignone, dove è stato mostrato un gommone da corsa costruito da Lucini & Frigerio, un costruttore molto in voga negli anni Sessanta e Settanta. Il gommone è stato prodotto nel 1972, ed apparteneva ad una classe a sé stante, come spiegato sul sito web “ItalPassion.fr“. A spingerlo c’era un motore 1300 a 4 cilindri, ed il progetto era stato avallato dalla filiale Alfa Romeo Industrie, che si occupava del settore aeronautico con la dizione Avio. Questa Ferrari Enzo è in vendita per 5 milioni.

Alfa Romeo, ecco il gommone con due motori da F1 da 800 cv

Guardando alla motonautica, i motori prodotti per queste discipline venivano però gestiti dal reparto corse dell’Alfa Romeo, che all’epoca era solito togliersi diverse soddisfazioni nel campo sportivo. Il motore della 158, ad esempio, fu progettato nel 1938 da Gioacchino Colombo, un 8 cilindri in linea da 1,5 litri che poteva far leva sulla spinta di un compressore Roots. Nell’evoluzione finale, dotata di un compressore a due stadi, spingeva sino a 450 cavalli di potenza massima.

Tale propulsore venne montato sulle monoposto da gara tra il 1946 ed il 1951, ottenendo anche il mondiale con Giuseppe Farina, primo campione del mondo di F1 nel 1950. Tuttavia, si decise di utilizzarlo anche su alcune imbarcazioni, come colei che fu denominata Laura, a partire dal 1952, che montava il propulsore dell’Alfetta 159 di F1. La versione bimotore fu la Laura III, che totalizzò 800 cavalli di potenza massima, grazie all’utilizzo di ben due motori Alfetta. La Volvo punta forte sulla Cina.

Il primo test fu svolto nel 1954, toccando una velocità massima sull’acqua superiore ai 290 km/h. Furono poi sviluppate altre imbarcazioni estreme, come il Molinari-Alfa Romeo 2500 che vinse il mondiale della categoria nel 1966, grazie ad una carrozzeria in lega di alluminio aeronautico, che fu realizzata dal reparto degli elicotteri dell’Augusta. Una vera e propria epopea, nella quale i marchi italiani erano grandi protagonisti.

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