La Ducati anti-Vespa che tutti hanno dimenticato: questi modelli hanno fatto la storia

Nel passato, la Ducati si era dedicata alla produzione di alcuni scooter, che molti appassionati non ricordano per ragioni anagrafiche. Andiamo a scoprire la loro storia e le caratteristiche tecniche.

La Ducati è considerata un punto di riferimento assoluto nel mondo delle due ruote, un orgoglio italiano che ha scritto pagine di storia leggendarie in tale settore. Tuttavia, la gran parte degli appassionati è convinta che non si sia mai occupata della produzione di scooter, ma sappiate che, se la pensate in questo modo, state commettendo un grave errore. Nel corso della propria storia, la casa di Borgo Panigale assemblò il Cruiser nel 1952 ed il Brio un decennio più tardi, modelli che vale la pena andare a riscoprire.

All’epoca, la Ducati tentò di lanciare la sfida a Vespa e Lambretta, che ebbero il merito di motorizzare l’Italia nel secondo dopoguerra, guadagnando grande popolarità e divenendo delle icone delle due ruote. Il Cruiser fu svelato alla Fiera di Milano di 74 anni fa, ma la sua produzione fu limitata ad appena 700 esemplari. Si scelse di abbandonare tale progetto già due anni dopo la presentazione, ritenendolo troppo avanti per i tempi. La carrozzeria Ghia realizzò lo stile, rifacendosi ad alcune auto di lusso dell’epoca. La carrozzeria era avvolgente, tale da poterlo definire una sorta di maxi-scooter. Marquez può sconvolgere il mercato.

Questo gioiellino era dotato di avviamento elettrico, una novità assoluta per l’epoca, e metteva a disposizione anche una trasmissione automatica dotata di convertitore di coppia. A spingerlo c’era un motore monocilindrico quattro tempi da 175 cc. di cilindrata, tagliando ogni confine con i due tempi della concorrenza, con potenza massima di 12 cavalli, poi ridotta ad 8. Come anticipato, per via delle sue soluzioni all’avanguardia la popolazione non si affezionò a questo modello, che fu rimosso dai listini a due anni dall’unveiling.

Ducati, il Brio che fece paura anche alla gloriosa Vespa

La Ducati, nonostante l’insuccesso commerciale del Cruiser, non volle abbandonare il sogno di imporsi tra gli scooter, e tornò su questo mercato nel 1963. Lanciò così il Brio, che volle sfidare la Vespa e la Lambretta, con dimensioni compatte, pronte per adattarsi all’ambiente urbano. Il motore era a due tempi da 48 cc. di cilindrata, con un cambio a tre marce ed una ciclistica che fu resa molto meno complessa rispetto al suo predecessore.

In seguito, fu proposta anche una versione da 100 cc. di cilindrata, utilizzata dai vigili urbani di Bologna. Nonostante i notevoli sforzi fatti dalla casa di Borgo Panigale, i risultati non furono positivi. La Ducati decise di abbandonare il segmento degli scooter, seguendo le indicazioni dell’ingegner Fabio Taglioni. Quest’ultimo indicò la via delle moto sportive, che avrebbero poi contraddistinto la storia della Rossa delle due ruote. La Ferrari Enzo più rara vale diversi milioni.

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