Chi guida un veicolo alimentato a GPL sa bene che normalmente l’avviamento avviene sempre con la benzina, passando poi automaticamente al gas liquido dopo qualche secondo. Tuttavia, esistono situazioni particolari in cui diventa necessario sapere come avviare l’auto direttamente a GPL, una competenza che può rivelarsi preziosa quando ci si trova con il serbatoio della benzina completamente vuoto o quasi esaurito. Non si tratta di un’operazione complessa, ma richiede alcune accortezze specifiche per evitare problemi al sistema di alimentazione.
Quando diventa necessario partire direttamente con il gas
La maggior parte degli impianti GPL installati sulle automobili prevede una fase di avviamento con carburante tradizionale per motivi tecnici ben precisi. Il GPL allo stato liquido necessita di una temperatura minima per vaporizzare correttamente, e il motore freddo potrebbe incontrare difficoltà nella combustione. Proprio per questo, i sistemi moderni utilizzano la benzina nei primi secondi di funzionamento.
Tuttavia, possono verificarsi circostanze in cui nel serbatoio della benzina rimangono pochi litri o addirittura è completamente vuoto. Magari vi siete dimenticati di fare rifornimento, oppure avete calcolato male l’autonomia residua. In questi casi, sapere come bypassare la procedura standard può salvarvi da una situazione scomoda.
La procedura tecnica per l’avviamento diretto
Prima di procedere, è fondamentale verificare che il serbatoio del GPL contenga una quantità sufficiente di carburante. L’indicatore sul cruscotto o il display dedicato dell’impianto vi fornirà questa informazione. Una volta accertata la presenza di gas, potete seguire questi passaggi.
La sequenza operativa richiede di attivare manualmente il commutatore GPL prima di girare la chiave nel quadro. Questo interruttore, generalmente posizionato sul cruscotto o nella plancia centrale, permette di forzare il sistema ad utilizzare il gas fin dall’accensione. Alcuni impianti più recenti dispongono di pulsanti elettronici che svolgono la medesima funzione.
Passaggi operativi da seguire
- Inserire la chiave nel quadro senza ancora avviare il motore
- Portare la chiave in posizione MAR per attivare il quadro strumenti
- Premere e mantenere premuto il pulsante del commutatore GPL
- Mentre si tiene premuto, avviare il motore girando la chiave
- Mantenere la pressione sul pulsante per alcuni secondi dopo l’avviamento
Attenzioni particolari per le basse temperature
Durante i mesi invernali, l’operazione diventa leggermente più complessa. Il GPL fatica maggiormente a vaporizzare quando le temperature esterne scendono sotto lo zero, e il motore freddo potrebbe mostrare resistenza all’avviamento. In queste condizioni climatiche, alcuni esperti consigliano di effettuare qualche tentativo in più rispetto alla norma.
Se il veicolo è rimasto fermo per diverse ore al freddo, potrebbe essere necessario insistere qualche secondo in più durante la fase di avviamento. Non esagerate però con la durata delle mandate, per evitare di scaricare inutilmente la batteria o di danneggiare il motorino di avviamento.

Differenze tra gli impianti di prima e ultima generazione
Gli impianti GPL più datati, quelli installati prima del 2010, presentano caratteristiche tecniche diverse rispetto ai moderni sistemi sequenziali fasati. I vecchi impianti a miscelatore permettevano un avviamento diretto con maggiore facilità, ma erano meno efficienti e più inquinanti.
I sistemi di ultima generazione, dotati di centraline elettroniche sofisticate, gestiscono in modo automatico il passaggio tra i due carburanti. Questi impianti possono presentare maggiori resistenze all’avviamento diretto, proprio perché progettati per lavorare secondo una logica precisa che prevede sempre l’uso della benzina iniziale.
Sistemi con doppio iniettore
Le vetture equipaggiate con impianti GPL di tipo sequenziale multipoint dispongono di iniettori dedicati per il gas, che lavorano in parallelo a quelli della benzina. Questi sistemi più evoluti richiedono una gestione elettronica precisa, e forzare l’avviamento diretto potrebbe generare codici di errore nella centralina.
Rischi e precauzioni da conoscere
Sebbene avviare direttamente con il GPL non danneggi il motore, è importante non rendere questa pratica un’abitudine. Il sistema è progettato per funzionare con una logica precisa, e alterarla continuamente potrebbe causare problemi nel lungo periodo.
Tra i potenziali inconvenienti troviamo un maggiore stress per le valvole, che non ricevono la lubrificazione iniziale garantita dalla benzina. Alcuni additivi presenti nel carburante tradizionale svolgono infatti una funzione protettiva per le componenti meccaniche superiori del motore.
Un altro aspetto da considerare riguarda la garanzia dell’impianto GPL. Alcune case installatrici specificano nei loro manuali che l’avviamento deve sempre avvenire con benzina, e un uso improprio potrebbe far decadere le coperture. Prima di procedere abitualmente con questa modalità, verificate cosa prevede il vostro contratto di installazione.
Quanto carburante serve veramente
Per chi utilizza prevalentemente il GPL, sorge spontanea la domanda: quanta benzina è effettivamente necessaria nel serbatoio? Gli esperti suggeriscono di mantenere sempre almeno 5-10 litri di carburante tradizionale, non solo per garantire gli avviamenti, ma anche per situazioni di emergenza.
La benzina rimasta ferma troppo tempo nel serbatoio tende a degradarsi, perdendo alcune proprietà chimiche. Per questo motivo, anche se viaggiate quasi esclusivamente a gas, è consigliabile effettuare periodicamente un rabbocco e consumare quella vecchia, mantenendo il carburante sempre relativamente fresco.
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